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Torneremo!

È ormai passato più di un mese dal famoso DPCM che ha dato inizio alle pesanti ma necessarie misure di contenimento attuate dal nostro governo mirate ad arginare la diffusione di un virus nuovo, mai visto prima. Il SARS-CoV-2. 

Un virus che continua imperterrito a paralizzare un pianeta intero. 

È da ormai più di un mese, precisamente 43 giorni, che siamo quindi forzati a rimanere continuamente all’interno delle nostre abitazioni. 
Come tutti abbiamo constatato, gli unici negozi aperti continuano ad essere esclusivamente quelli che vendono beni di prima necessità, tutto il resto è fermo.In questi giorni di “quarantena”, troppo monotoni per essere giudicati normali, la voglia di tornare alla nostra vita di sempre è forte, così come la volontà di tutti i tennisti di tornare a scendere in campo. 
Finalmente, dopo più di un mese di bollettini tragici e notizie non rassicuranti, stiamo riuscendo a vedere una piccola luce flebile in fondo al tunnel. Si pensa a ripartire.

In un’informativa inviata in Senato, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha affermato come nel prossimo decreto (che dovrebbe essere pubblicato nei prossimi giorni) verrà comunicata la data di inizio della fatidica “fase 2” dell’emergenza Covid-19, presumibilmente da fissare al prossimo 4 maggio. 

A partire da quella data verranno applicati provvedimenti omogenei su tutto il territorio nazionale per una progressiva riapertura, chiaramente usufruendo di tutte le precauzioni sanitarie necessarie.

Un altro punto caldo collegato a questa situazione emergenziale riguarda la ripartenza delle attività sportive. 

Nonostante le forti discussioni degli ultimi giorni, la Federazione Italiana Tennis ha espresso il suo interesse nel ripartire, consapevole che il nostro “è uno sport che ha insite nella sua natura le normative che i decreti ministeriali richiedono di applicare per evitare il contagio.

Il tennis è quindi da considerarsi uno sport sicuro.” come ha ricordato Michelangelo Dell’Edera, direttore dell’Istituto di Formazione Roberto Lombardi. Il Ministero dello Sport Vincenzo Spadafora ha comunicato che nei prossimi giorni verrà resa pubblica la data in cui gli allenamenti potranno ripartire. 

La speranza è quella di poter ricominciare a tirare due colpi alle palline sin dalla seconda metà di maggio, anche se non è stato deciso ancora niente di ufficiale dagli organi competenti. L’ultima parola spetterà al governo che valuterà la situazione in base alle disposizioni del comitato scientifico. 

Intanto, la Federazione si è mossa, stilando un decalogo che tutti gli amatori e i praticanti saranno obbligati a rispettare alla ripresa delle attività:
-In prossimità dei campi indossare una mascherina, guanti e avere gel igienizzante nel borsone.
-Mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro prima, durante e dopo aver giocato a tennis.
-Durante il gioco, indossare un guanto nella mano non dominante (per intendersi, quella con cui viene lanciata la palla nel servizio e con cui vengono raccolte le palline).
-Nel caso in cui non si riesca a giocare con il guanto per il rovescio a due mani, utilizzare gel disinfettante ad ogni cambio di campo.
-Le strette di mano potranno essere sostituite con un tocco della punta della racchetta tra i giocatori.
-Il saluto all’arbitro potrà essere sostituito con un movimento della testa della racchetta.
-Prima e dopo aver giocato lavarsi accuratamente le mani ed utilizzare frequentemente il gel disinfettante.
-Cambiare campo dal lato opposto rispetto all’avversario.
-È consigliato togliere l’over-grip al termine di ogni incontro e rimetterne uno nuovo prima del successivo.
Inoltre, oltre a tutti i giocatori, anche gli insegnanti dovranno far rispettare alcune regole principali:
  • L’ingresso in campo non deve avvenire per gruppi ma singolarmente.
  • Nella fase di accoglienza dedicare sempre almeno un minuto di promemoria sulle regole igieniche.
  • In ogni momento della lezione gli allievi dovranno essere sempre ad almeno un metro di distanza tra loro.
  • In ogni momento della lezione l’insegnante dovrà essere sempre ad almeno un metro di distanza da ciascun allievo.
  • Il rapporto insegnanti/allievi dovrà rispettare i parametri dettati dalla Federazione: Minitennis/Avviamento 1 a 4 o 1 a 3 Perfezionamento: 1 a 3 o 1 a 2 Specializzazione: 1 a 2 o 1 a 1
  • Evitare spiegazioni con bambini in piedi dietro la riga e nella didattica utilizzare il principio dell’interattività evitando “file indiane”.
  • Evitare ogni correzione tecnico-manuale.
  • Prestare particolare attenzione per evitare assembramenti durante la raccolta palle.
Per concludere, anche per i genitori sono state dettate due regole:
-Lasciare i propri figli in prossimità dei campi senza creare assembramenti.
-Assicurarsi che i propri figli abbiano sempre a disposizione il gel igienizzante.
Ovviamente sarà impedito l’utilizzo degli spogliatoi e delle docce, luoghi dove la propagazione del virus sarebbe più probabile. 

Guardando alla situazione per quanto riguarda le competizioni sia individuali che a squadre, lo scenario non è chiaramente roseo. 

Nonostante non siano stati ancora ufficializzati provvedimenti da parte della Federazione concernenti la possibilità di organizzare tornei, appare abbastanza probabile un annullamento di gran parte del programma annuale. 

Le ragioni sono da ritrovarsi nelle difficoltà da parte del circolo nell’organizzare tali manifestazioni nel rispetto delle normative e anche nei giocatori stessi, rimasti inattivi per tanto tempo. 

Anche per quanto riguarda i Campionati a Squadre, tutto resta fermo e nessuna decisione è ancora stata presa, è stata solo presentata la possibilità di far giocare la Serie A in autunno, periodo in cui la Federazione spererebbe di poter organizzare gli Internazionali d’Italia.

Si tratta di una situazione tragica, unica, che sicuramente verrà studiata sui libri di storia. 
Siamo tutti consapevoli che la ripartenza sarà lenta e ricca di regole ferree da rispettare.
Non abbiamo mollato quando il virus ci ha tolto la normalità. 
Non abbiamo mollato quando migliaia di persone risultavano positive, centinaia perdevano la vita, purtroppo fatti che continuano a persistere. 
Non abbiamo mollato quando tutto è stato chiuso. 
Non abbiamo mai mollato, tutti insieme, uniti. 


MATTIA GALIGANI