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premiazione

Angiolini e Bigazzi da sogno! A loro il 1°TCP Open Rodeo

di Mattia Galigani

Nella storia dello sport le emozioni si rincorrono a vicenda. Il loro moto è perpetuo e imparabile. La loro ricerca del ruolo da protagoniste è presente in ogni momento. Sono caratteristiche incluse nella loro natura, e come tali devono essere lasciate libere di esprimersi. Che cos’è l’arte se non la ricerca di suscitare emozione nello spettatore? Sia che riguardi la scrittura, la pittura, l’architettura o un gesto tecnico sportivo, un’opera d’arte può essere definita tale soltanto se riesce a trasmettere emozioni tangibili.

La storia dello sport è quindi un’unica e gigantesca opera d’arte, composta da momenti memorabili e indelebili, scolpiti nelle nostre menti e nei nostri cuori. Per elencarli tutti servirebbero decenni. Indubbiamente, una delle maggiori fonti di emozione che lo sport è in grado di regalarci è collegata alle vittorie inattese. In ogni aspetto della vita ci saranno sempre personalità che alla vigilia risultano favorite, più brave di altre. Ma è proprio nel momento in cui i pronostici sulla carta vengono stravolti che subentra l’emozione. Quella forte, capace di toglierci il fiato.

Testa di Serie Numero 1 del Tabellone: il nostro Andrea Turini, la punta di diamante della nostra formazione di Serie B. Un giocatore che da anni continua ad essere sulla cresta dell’onda del panorama tennistico toscano e non solo. Protagonista di incontri sensazionali e momenti da incorniciare. L’ho conosciuto nel 2017 quando sono arrivato per la prima volta a Poggibonsi. Da subito mi è stato semplice tracciarne un’opinione riguardo alla sua persona. Un carattere mite e gentile ma incredibilmente dedito e determinato sugli obiettivi, individuali e di gruppo. Una professionalità unica nel suo mestiere ed una grande capacità a realizzare le proprie ambizioni. Benvoluto da tutti, una personalità da prendere come esempio.

Iniziando a lavorare con lui ho da subito notato alcune caratteristiche riguardo al suo modo di esercitare la propria professione. Oltre a possedere delle grandissime competenze sotto gli aspetti tecnici, tattici e comportamentali collegati al gioco del tennis, l’aspetto che risalta è il Turini “giocatore”. Sì perché, dall’alto della sua esperienza come atleta di ottimo livello, riesce a capire alla perfezione le varie situazioni in cui i suoi allievi si ritrovano durante l’allenamento e la competizione. Un connubio perfetto tra la competenza mirata al perfezionamento delle tecniche individuali e tra la sensibilità dell’atteggiamento da gara.

Andrea Turini in azione durante la finale

Esattamente dal lato opposto del tabellone, la Testa di Serie Numero 2. Un altro nome che tutti conosciamo alla perfezione: Marco Angiolini. La mia amicizia con Marco è invece molto precedente rispetto a quella con Andrea. Ci siamo conosciuti nel 2010, quando da bambini tiravamo calci a un pallone in delle sfide infinite che sembravano incontri di Champions League. Un campo e due porte erano il nostro Santiago Bernabéu. Pezzi di lamiera a circondare il terreno di gioco i nostri ultras. Lui già giocava a tennis e già raccoglieva le prime soddisfazioni, io ancora dovevo iniziare ad amare questo mondo. Le nostre strade tennistiche poi si sono separate, mentre il rapporto di amicizia è rimasto sempre piacevolmente presente. Il giorno in cui, nel settembre di due anni fa, Marco si è unito al nostro circolo, il suo tennis era totalmente diverso rispetto a come lo ricordavo. Erano passati anni e tanti aspetti erano cambiati.

Il cammino perfetto

Ed eccoli là, i due favoriti della vigilia, ai lati opposti del tabellone. Tutti sperano di vederli contendersi il titolo in una finale da sogno. La formula del torneo è però insidiosa e continuamente aperta a colpi di scena. Una volta in campo i pronostici della vigilia contano meno di zero perché nulla nello sport è regolato da una qualche legge matematica. Il bello o il brutto del tennis a seconda dell’opinione personale.

Andrea parte forte da subito. Ai quarti rifila un ottimo 4-3 4-2 al 2.7 Giacomo Natazzi, mentre in semifinale sconfigge con il punteggio di 4-2 4-1 il giovane sinalunghese Amedeo Malfetti. Il suo tennis è pulito come sempre, la sua condizione atletica perfetta.

Marco non è da meno. Per lui un avversario ostico sin dal debutto, il 2.6 Tommaso Aprile. La partita regala emozioni e colpi d’autore, ma alla fine è proprio il nostro atleta a prevalere con un doppio 4-2. In semifinale lo attende Davide Natazzi, altro giocatore di grande esperienza e con un ottimo bagaglio tennistico. L’incontro è combattuto e tirato fino all’ultimo punto, quando Marco può finalmente alzare le braccia al cielo. Con un doppio 4-3 è finale.

Il dritto di Marco Angiolini, una delle chiavi cruciali in tutto l’arco del torneo.

L’allievo e il maestro. Quante volte abbiamo sentito ripetersi questa favola nel mondo dello sport. Ed eccoli proprio là, a giocarsi la finale, a contendersi il trofeo più ambito della I° Edizione del TCP Open Rodeo. L’atmosfera è apparentemente serena e rilassata. I loro volti tranquilli accennano a un sorriso. Nella mente di entrambi la consapevolezza che sarà una splendida partita. E così è stato.

Finale emozionante

“Ha vinto 4-0 Marco il primo set” vado a comunicare con un misto di sorpresa e contentezza il risultato provvisorio al G.A. Mario Panti che risponde con occhi di assenso. L’avvio di partita è stato a senso unico, caratterizzato da uno sciabordante strapotere a fondo campo di Angiolini che con il suo dritto micidiale ha inchiodato diverse volte Turini all’angolo. La partita è però ancora lunga, e la reazione del maestro non si fa attendere. La sua regolarità comincia a prevalere sugli attacchi di Angiolini che ciò nonostante continua a tenere duro e a dar sfoggio di qualità sopraffine. Alla fine, però, è proprio Turini a portarsi a casa il secondo parziale per 4-2. Sarà quindi il Tie-Break decisivo a decretare il vincitore di questo torneo.

Il Tie-Break è una partita a sé stante. Un momento in cui tutti i punti valgono oro. Il minimo errore può costare carissimo e la più piccola disattenzione può far franare qualsiasi traguardo conquistato con fatica nei set precedenti. Anche in questa circostanza l’avvio di Marco è sorprendente. Macina punti su punti, il suo tennis potente e preciso è straripante. Andrea continua a lottare su ogni palla come ci ha abituato. Il risultato è un incontro sensazionale e ricco di emozioni. Dopo quindici punti di puro spettacolo, è Marco Angiolini a trionfare per 10-5. La vittoria è tutta sua.

Il vincitore Marco Angiolini premiato dai Consiglieri Filippo Brogioni e Nicola Bianchini, dal GA Mario Panti e dal main sponsor Massimiliano Arnecchi.

Pochi istanti dopo l’incontro sono andato a parlare con Andrea. Le sue risposte non lasciavano trapassare il minimo rammarico, solo una grande soddisfazione per quello che ha definito “uno splendido risultato professionale”.

“La partita di oggi mi ha ricordato un episodio avvenuto qualche anno fa. Stavo giocando l’Open a La Spezia e durante una partita dovetti affrontare il mio maestro. E l’immagine che più mi è rimasta impressa di quella giornata è lui che, dopo aver perso la partita, mi dà la mano con il sorriso. Ecco, io oggi mi sono immedesimato perfettamente in quella situazione e credo di aver provato le stesse sensazioni che sentì il mio maestro quel giorno. I progressi fatti da Marco nel corso degli ultimi due anni sono notevoli sia dal punto di vista tecnico ma soprattutto nell’ambito caratteriale. Il nostro ultimo incontro da avversari risaliva all’estate 2019 durante l’Open di San Gimignano, pochi mesi prima che venisse ad allenarsi con noi. Il giocatore di allora è completamente diverso da quello che è oggi. Si è trattato di una sconfitta che mi ha dimostrato ancora una volta che il lavoro che stiamo facendo con Marco e con tutti gli altri ragazzi è quello giusto. Sono molto felice per Marco e sono convinto che riuscirà a togliersi molte soddisfazioni con il nostro sport.” – Andrea Turini

Spettacolo ed emozioni nel tabellone femminile

Per quanto riguarda il torneo femminile, lo spettacolo è stato la chiave principale in tutto l’arco della manifestazione. Oltre a sottolineare l’elevato numero di iscritte che sono state inserite nel tabellone, degna di menzione è la quantità di giocatrici di II° Categoria che hanno partecipato.

La Testa di Serie Numero 1 del torneo, la 2.4 Emma Martellenghi è stata sorprendentemente sconfitta al debutto dalla 2.7 Chiara Bigazzi con un perentorio 4-1 4-3. Un risultato frutto senza dubbio di un tennis spumeggiante e un gioco dall’elevato coefficiente tecnico che hanno caratterizzato il cammino di Chiara sin dal primo incontro.

L’altra semifinale ha invece visto scendere in campo la senese Martina Caciotti, forte di un ottimo successo per 4-2 4-0 sulla 2.7 Bianca Caselli, e la 2.8 Nastasia Lazzi, artefice dell’eliminazione della Testa di Serie Numero 2 nel match dei quarti di finale. L’incontro, caratterizzato da azioni di gioco spettacolari e momenti di grande qualità, è terminato con il punteggio di 4-2 4-1 in favore della giovane atleta in forza al TC I Tigli di Montepulciano.

La finalista Nastasia Lazzi in azione.

In finale, entrambe le giocatrici hanno messo in mostra tutti i meriti che le hanno portate a contendersi il titolo. Il primo parziale, lottato su ogni palla fino all’ultimo scambio è terminato per 4-3 a favore di Lazzi. L’incredibile volontà agonistica di tornare in partita espressa però da Bigazzi sin dai primi punti del secondo set le hanno consentito di aggiudicarselo con un secco 4-1. Proprio come la finale maschile, anche quella femminile è stata decisa da un Super Tie-Break costellato da momenti ricchi di pathos ed emozioni. Dopo una strenua battaglia sportiva, è stata Chiara Bigazzi a prevalere con il punteggio di 10-6. Il sogno è diventato realtà.

La vincitrice Chiara Bigazzi premiata dal Consigliere Filippo Brogioni

Un doveroso ringraziamento va al GA Mario Panti e agli assistenti Claudio Falciani e Francesco Materozzi, come sempre impeccabili nell’organizzazione e nel corretto svolgimento di un altro grande torneo organizzato dal nostro circolo. Complimenti inoltre a tutti i nostri atleti che hanno partecipato all’iniziativa raccogliendo in alcuni casi risultati estremamente graditi.

Album fotografico finali e premiazioni

Lenzi Venticinque

Dominio TCP a San Miniato! Lenzi e Venticinque si prendono la scena.

di Mattia Galigani

Un dominio incontrastato e assoluto quello messo in atto dai nostri due atleti nel corso del torneo Under 16 organizzato sui campi di San Miniato, un appuntamento prestigioso e di grande spessore. Il torneo che ha visto i due ragazzi prendersi meritatamente la scena da protagonisti, risulta infatti inserito nelle prove abilitanti alla partecipazione alle qualificazioni regionali per i Campionati Italiani.

Ben diversi i cammini che li hanno portati ad affrontarsi in finale, entrambi però caratterizzati da prestazioni dall’elevato coefficiente tecnico e tattico. Partito dal tabellone preliminare, Marco Venticinque ha portato a casa ben sei incontri prima di poter raggiungere l’atto conclusivo. Degne di menzione senza dubbio la partita degli ottavi di finale, vinta con un sonoro 6-0 6-1 ai danni del 3.4 Francesco Niccioli, e l’incredibile incontro dei quarti, nel quale ha sconfitto con un perentorio doppio 6-3 il forte 3.3 Diego Pelagatti.

Per quanto riguarda Tommaso Lenzi, annoverato tra i grandi favoriti alla vittoria già dalla vigilia, la posizione da Testa di Serie Numero 1 del tabellone ha fatto sì che partisse con qualche turno di vantaggio. Tuttavia, ciò non sminuisce le grandi prestazione messe in atto dal nostro giovane atleta durante tutto l’arco della manifestazione. Al debutto nel torneo è stato subito costretto agli straordinari dall’ostico 3.4 Leonardo Stolfi, battuto solo al Tie-Break decisivo dopo un incontro ricco di emozioni e di colpi di scena. Molto più agevole, invece, la semifinale, vinta con un ampio 6-3 6-0 a discapito del 3.3 Massimiliano Frusoni.

I nostri due giocatori ritratti insieme dopo la finale

Finale superlativa

La qualità di gioco espressa da entrambi i giocatori durante la finale ha espresso perfettamente il motivo di questi risultati. Dopo più di un’ora di bel tennis, azioni di gioco spumeggianti e colpi da togliere il fiato, è stato Tommaso a prevalere sulla strenua difesa di Marco con il punteggio di 6-2 6-0.

Un torneo splendido che si è concluso con dei risultati magnifici per i nostri due atleti. Oltre a rinnovare i complimenti per Tommaso e Marco, che da sempre si caratterizzano per la loro grande dedizione negli allenamenti e nelle competizioni ufficiali, un plauso anche allo Staff Tecnico che da sempre li segue con professionalità e determinazione. Due qualità necessarie per ottenere i successi che finora siamo riusciti a portare a casa.

COMPLIMENTI!!

TCP Open

15 settembre 2020 – Pieri e De Vito scrivono la storia. A loro la 21°edizione del TCP Open

di Mattia Galigani

Me lo ricordo troppo bene, come se fosse ieri, anche se sono consapevole che sono passati già ben quattro mesi. La prima volta che ho rivisto l’ingresso del nostro amato circolo dopo il periodo di confinamento è stata bellissima. Era circa metà maggio, da poco erano state allentate le misure restrittive che ci avevano tenuti chiusi in casa per due interminabili mesi. Un periodo surreale in cui è stato stravolto il concetto di contatto, di presenza, di vita. I Carabinieri mi avevano controllato l’autocertificazione, al tempo ancora obbligatoria, specialmente per gli spostamenti fuori dal proprio territorio comunale. E poi ero arrivato davanti all’ingresso, ancora non utilizzabile per consentire di rispettare l’indispensabile distanziamento sociale. Una sensazione unica. Tornare a sentire la terra sfrigolare sotto le proprie scarpe, tornare a sentire l’inconfondibile rumore prodotto dalla pallina quando viene colpita in maniera perfetta dalla racchetta, tornare a salutare volti amici che fino a poche settimane prima vedevo tutti i giorni, tornare a fare due risate, due corse all’aria aperta, giocando allo sport che tutti amiamo. C’era mancato tutto questo nel periodo più buio della nostra vitadurante la fase più critica della guerra al nemico invisibileC’era mancato davvero tutto. L’incertezza sulla ripartenza ci affliggeva, non sapevamo quando saremmo tornati ad emozionarci con il grande tennis. Pensavamo di dover aspettare anni prima di poter assistere nuovamente ad incontri spettacolari. Invece era solo questione di pochi mesi.

La notizia arriva i primi giorni di luglio, quasi in contemporanea con l’annuncio ufficiale sulla ripartenza dei Campionati a Squadre: la ventunesima edizione del TCP Open Trofeo ChiantiBanca – Memorial “Pier” si terrà. In un periodo non tradizionale certo, solitamente infatti il torneo si teneva l’ultima settimana di giugno, ma con le stesse previsioni di spettacolarità e grande livello tecnico. Previsioni che nel susseguirsi delle partite si sono rivelate più che azzeccate, con incontri splendidi, giocate d’autore e colpi di scena emozionanti. Caratteristiche che da ventuno anni hanno sempre contraddistinto questo meraviglioso evento che si svolge sui campi del nostro circolo.

Più o meno i nomi in gara sono sempre i soliti, ma non risultano mai banali. C’è il campione in carica pronto a difendere il titolo, il 2.4 Augusto Virgili. C’è il nostro Andrea Turini, già vincitore del torneo in due occasioni (2011 e 2015). C’è la 2.3 senese Chiara De Vito, campionessa del TCP Open nel 2018. C’è la giovane promessa Davide Innocenti, rientrato da poco dall’esperienza universitaria statunitense. Ci sono le grandi teste di serie: il 2.3 Samuele Pieri, alla prima partecipazione in carriera e la 2.4 Cristina Pescucci. E poi ci sono i nostri giovani ragazzi: Marco Angiolini, Francesco Aiazzi, Eleonora Galieni, Federica Dei, Francesca Signorini. Ci sono proprio tutti. Si alzi il sipario. Abbia inizio lo spettacolo.

Un torneo ricco di emozioni, di colpi di scena dalla prima all’ultima partita che merita veramente di essere raccontata.

Una finale è pur sempre una finale. Solo la pronuncia di questo nome rende qualsiasi cosa più prestigiosa. Sulle finali da sempre ci sono pensieri discordanti. C’è chi dice che non potranno mai essere incontri avvincenti ed emozionanti perché la tensione e l’importanza dell’incontro frenano i giocatori, distrutti anche dalla stanchezza dei turni precedenti. Ci sono invece altri che non hanno dubbi che l’atto conclusivo sarà sempre un momento magico, in cui i due migliori atleti del torneo si sfidano a duello con le loro armi più potenti, tanto che non potrà non venir fuori un match sensazionale, di quelli che lasciano il segno. E in questo caso, in entrambe le finali, senza dubbio, avevano ragione quelli che la pensavano in quest’ultimo modo.

I due giocatori entrano in campo apparentemente sereni, forse è però solo il guscio esterno del loro corpo ad esserlo veramente. Non ci si abitua mai alle finali, al calore del pubblico, alla tensione pre-match. Indipendentemente dal numero di trofei conquistati, dall’esperienza accumulata, ci sarà sempre il solito cuore che batte all’impazzata, e il costante pensiero alla vittoria, alla volontà di non deludere tutte le persone che tifano per te, che ti spingono con tutte le loro forze. La qualità del gioco è esattamente come ce la aspettavamo: pressoché perfetta. Un Pieri che da fondo campo riporta una pulizia del colpo spettacolare, un Turini che inizia a correre già dal riscaldamento, come a presagire che avrà problemi a stare in campo cinque ore. Il tanto pubblico a gremire le tribune, sempre nel rispetto delle normative dettate dal Ministero della Salute, si esprime con le ultime chiacchiere un po’più sonore. Il momento più magico del nostro sport: quando l’incontro sta per cominciare, quando la prima palla sta per essere servita e improvvisamente cala il silenzio totale, come se qualcuno avesse premuto il pulsante “pausa” del telecomando. E allora spazio ai giocatori. Saranno loro a parlare.

Turini parte alla grandissima. Il suo tennis è perfetto, la sua reattività atletica altrettanto. La precisione unita alla potenza inflitta alla pallina rendono i suoi colpi praticamente imprendibili. Pieri dal canto suo appare invece sottotono, gli errori si moltiplicano e si ritrova in poco tempo sotto 1-4. L’imprevedibilità del tennis è però una delle sue caratteristiche più amate ed odiate allo stesso tempo. Succede qualcosa di apparentemente invisibile. Il meccanismo di Turini si inceppa, Pieri comincia ad essere più costante, a mettere in mostra azioni di gioco di un altro spessore acquisendo sempre più fiducia. La rimonta lascia tutti di stucco. Sia per la rapidità con il quale è avvenuta, sia per l’incredibile forza di reazione dimostrata dal giovane del TC Bisenzio. In un attimo finisce il primo parziale: vince Pieri per 6 giochi a 4.

È estremamente facile perdere le speranze quando si è molto vicini ad un traguardo e lo si vede sfuggire proprio all’ultimo, proprio quando sembrava ormai raggiunto. Turini però cerca in ogni modo di reagire, di mantenere la concentrazione che lo contraddistingue. E come se reagisce. Il suo tennis torna ad essere fluido e armonioso, la sua prestanza atletica continua ad essere sorprendente, e si ritorna proprio lì. 4-1 di vantaggio anche nel secondo set. Un film già visto, del quale il primo set ci ha già insegnato anche il finale. E incredibilmente accade esattamente allo stesso modo. Pieri diventa ingiocabile, il suo dritto a sventaglio sbaraglia più volte la strenua difesa di Turini e lo riporta sul 5-4. Arriva il match-point. Il pubblico è forse già pronto ad applaudire per la fine dell’incontro, ma Andrea non ci sta a chiuderla così. E reagisce. E come se reagisce. Annulla la palla match e si porta sul 5-5. Da li poi la sinfonia è però tutta di Pieri che è veramente troppo forte. 6-4 7-5. Samuele Pieri vince per la prima volta il TCP Open, diventando così, con i suoi diciotto anni, il giocatore più giovane di sempre a trionfare. Un altro capitolo della storia del nostro torneo è definitivamente scritto.

La finale femminile si disputa nel campo accanto in contemporanea. Non è assolutamente facile giocare quando il pubblico rumoreggia poco distante. Ma le due atlete in gara non sembrano risentirne più di tanto e danno vita ad un incontro appassionante e coinvolgente. La favorita è ovviamente la testa di serie numero 1 Chiara De Vito, reduce da due vittorie sciabordanti nei turni precedenti. Dall’altra parte della rete c’è però una giovanissima ragazza che ha tutt’altro l’aria di una che vuole darla vinta facilmente, specialmente ora che è così vicina all’obiettivo. Stiamo parlando della 2.4 piombinese Cristina Pescucci, che poche ore prima aveva dato vita a una battaglia sensazionale durata più di tre ore nella semi-finale contro la 2.5 Matilde Gori. Il primo set è letteralmente uno spettacolo. Solo il tie-break riesce a deciderlo: 7-6 in favore di De Vito.

La giovane finalista Cristina Pescucci

Il secondo parziale inizia sulla falsa riga del primo, con un grande equilibrio in campo e azioni di gioco combattutissime. Da una parte De Vito che cerca di prendere in mano lo scambio con il suo potente dritto, la sua arma preferita. Dall’altra la sorprendente resistenza della retroguardia difensiva di Pescucci che costringe sempre l’avversaria a giocare un colpo in più, prendendola spesso di sorpresa con attacchi potenti e ben indirizzati. Una battaglia sportiva senza esclusione di colpi che porta però un’unica vincitrice: Chiara De Vito. 7-6 7-6, due tie-break giocati. Lo stesso numero delle edizioni vinte dalla senese al TCP Open che raggiunge quindi Marzia Grossi nell’albo delle pluricampionesse. Storia.

La vincitrice Chiara De Vito viene premiata

Finiti gli incontri spazio ai momenti commoventi. Prima l’inaugurazione da parte del sindaco di Poggibonsi David Bussagli, di alcuni amici e membri della famiglia di “Pier”, un grande benefattore nei confronti del circolo, del campo a lui intitolato. In seguito sono state svolte le premiazioni per i finalisti e i vincitori dei due tabelloni, per poi concludere con una bella cena organizzata dal ristorante del circolo, accompagnata da un grandissimo music set dal vivo.

Il taglio del nastro ufficiale durante l’inaugurazione del campo intitolato a “Pier”

Anche quest’anno il TCP Open si è concluso ed è risultato un grande successo. Un ringraziamento speciale va al Giudice Arbitro Mario Panti, sempre impeccabile nell’organizzazione di eventi come questo, agli assistenti Francesco Materozzi, Matteo Falciani e Claudio Falciani, al quale auguriamo inoltre una pronta guarigione in un periodo difficile come questo. Inoltre ci tengo a ringraziare i custodi Franco, Nevio e Giampaolo che hanno contribuito al meglio al corretto svolgimento della manifestazione, a Filippo del ristorante, alla segretaria Stefania, a tutti i soci e i membri del Consiglio Direttivo che continuano a mantenere altissima l’importanza che questo torneo possiede nel panorama tennistico nazionale. Appuntamento alla ventiduesima edizione!!

Rassegna stampa:

11 settembre 2020 – “Qui Open”: entrambi i Virgili out. Turini e Innocenti ok. Oggi in campo i quarti. https://www.facebook.com/notes/tennis-club-poggibonsi/11-settembre-2020-qui-open-entrambi-i-virgili-out-turini-e-innocenti-ok-oggi-in-/318768272534862

12 settembre 2020 – “Qui Open”: finisce il sogno Materi. Turini e De Vito si impongono. Oggi è il giorno delle semi-finali. https://www.facebook.com/notes/tennis-club-poggibonsi/12-settembre-2020-qui-open-finisce-il-sogno-materi-turini-e-de-vito-si-impongono/319457675799255

13 settembre 2020 – “Qui Open”: è la finale. Turini e De Vito per scrivere la storia. Pieri e Pescucci per ribaltarla. https://www.facebook.com/notes/tennis-club-poggibonsi/13-settembre-2020-qui-open-%C3%A8-la-finale-turini-e-de-vito-per-scrivere-la-storia-p/320198775725145

Album fotografici:

-04/08 settembre 2020: https://www.facebook.com/media/set?vanity=tennisclubpoggibonsi&set=a.3667697306597215

-09/12 settembre 2020 parte 1: https://www.facebook.com/media/set?vanity=tennisclubpoggibonsi&set=a.3670614356305510

-09/12 settembre 2020 parte 2: https://www.facebook.com/media/set?vanity=tennisclubpoggibonsi&set=a.3670685596298386

-Finali e premiazioni: https://www.facebook.com/media/set/?vanity=tennisclubpoggibonsi&set=a.3670576392975973

frazzi

In bocca al lupo Frazzi!!

Sul fatto che la vita sia una storia non ci sono grossi dubbi. Certo, questo non va inteso come un appello che rimanda a un sentimento di fantastico, di fiabesco: tanti meglio di me sanno bene che la vita è un forte susseguirsi di momenti gioiosi ed euforici, ma anche tremendamente tragici e spiazzanti. C’è quindi poco da fantasticare. La parola storia qui va a sottolineare la grande alternanza di momenti diversi che compongono la nostra vita e che vanno a comporre un cammino storico. E non è di certo una novità neanche il fatto che tutte le storie siano concepite per avere un inizio e una fine. Solitamente l’inizio è radioso, emozionante, ricco di sensazioni nuove e di grande euforia in vista del cammino che si è da poco intrapreso. Poi la storia si sviluppa in modi diversi, anche perché se fossero tutte uguali si perderebbe l’originalità, aspetto che ognuno di noi cerca di associare alla propria vita in ogni attività quotidiana. Il monotono non piace. E poi arriva il pezzo forte. Il finale. Sul finale ci sarebbe da aprire un capitolo intero data l’importanza di questo momento della nostra storia. Il finale spesso si può scrivere a nostro piacimento, ma viene spesso giustamente influenzato dal comportamento che abbiamo tenuto nello sviluppo della storia. Sta a noi ovviamente decidere con quale stile finirlo, cercando di rispecchiare al meglio le nostre caratteristiche per imprimere la nostra firma. Un finale che tutti vogliamo scrivere per lasciare il lettore a bocca aperta.

In tanti aspetti, persino troppi, questo 2020 si sta rivelando un anno unico che verrà sicuramente ricordato anche dai nostri posteri. Un anno di cambiamenti radicali, a partire dal concetto di unità, di contatto, di convivenza civile, stravolto da una minaccia invisibile che ha però paralizzato il mondo intero. Un anno che anche all’interno del nostro circolo, ha visto alcuni grandi stravolgimenti, in particolar modo sotto l’aspetto della Scuola Tennis. Dopo il termine dell’esperienza poggibonsese di Nicola Ceragioli ad inizio giugno, anche un altro calibro da novanta dell’ormai precedente Staff Tecnico ha deciso di intraprendere un’altra strada rispetto alla quale eravamo tutti abituati. Stiamo parlando di Serena Frazzitta, la giovane promessa del tennis italiano, cresciuta e diventata adulta sui campi del nostro circolo fino a coronare il sogno di diventare “Maestro Nazionale”. Un percorso che inizia tanti anni fa, con le prime palline colpite da quella tremenda bambina mancina che faceva tremare tutte le sue piccole avversarie. Una carriera giovanile di grande prestigio, arricchita inoltre dalla grande vittoria del Lemon Bowl 2005 nella categoria Under 14, torneo di risonanza internazionale che ha sfornato tanti giocatori e giocatrici entrati da protagonisti nel circuito mondiale.

Punta di diamante delle varie squadre di punta del nostro circolo come la Serie B e C, Serena ha continuato il suo percorso da giocatrice con altri ottimi risultati (da sottolineare la vittoria all’Open di casa del 2016 tanto desiderata dopo averla sfiorata in diverse occasioni), sovrapponendo inoltre il suo incarico da istruttrice. Negli anni si è sempre distinta per la grande passione e dedizione con la quale ha svolto il suo lavoro all’interno del nostro circolo. Un misto di simpatia, agonismo, professionalità ed estroversione che l’hanno resa una delle figure più apprezzate.

Come già anticipato, Serena non farà parte dello Staff Tecnico per la prossima stagione che comincerà a settembre. Le strade si sono separate, ciò non toglierà però tutto quello che Serena ha dato per il circolo in tutta la sua vita. A lei va il più grande in bocca al lupo per il suo nuovo incarico di Responsabile della Scuola Tennis presso gli amici del TC Staggia da parte di tutto il Consiglio Direttivo, dello Staff Tecnico, dei collaboratori, dei soci e degli atleti.

IN BOCCA AL LUPO FRAZZI!!!

MATTIA GALIGANI