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11 ottobre 2014 - Genitori ed allenatori: insieme è meglio

pubblicato 12 ott 2014, 07:20 da Tennis Club Poggibonsi   [ aggiornato in data 12 ott 2014, 22:29 ]
Presso l'area conferenze di Sport&Shows, Poggibonsi (SI) - ottobre 2014, si è svolto un incontro formativo sul rapporto Atleti - Genitori - Allenatori, tema fondamentale per l'ottimale svolgimento dell'attività sportiva soprattutto in ambito giovanile.
Relatore Beppe Basso, allenatore di pallavolo e membro del team di formazione nazionale del Centro Sportivo Italiano (CSI).

Domanda di partenza. Cosa vogliono i ragazzi? 



Da un'indagine effettuata su ragazzi dai 8 ai 12 anni, vengono fuori risposte per molti versi sorprendenti, ovvero la richiesta della presenza continua e discreta dei genitori, il sostegno incondizionato che prescinde dai risultati.

Spesso invece gli interessi dei tre soggetti coinvolti divergono ed i genitori, non coinvolti e mal gestiti dagli allenatori, finiscono per diventare "un problema".

Cosa fare per ridare ai genitori il ruolo di risorsa essenziale?
Vengono date una serie di regole ed esemplificazioni che andranno messe in pratica considerando le specificità di ogni singolo club / squadra / allievo.

Regole
1 competenza: il tecnico deve essere competente. Il genitore va anche erudito sulla tecnica che altrimenti non puo' apprezzare

2 coerenza, condivisione, comunicazione:  vanno stabilite regole, obiettivi e programmi da comunicare e rispettare (soprattutto negli sport di squadra)

3 coinvolgere i genitori con ruoli chiari

Esempi (in funzione della tipologia di genitore)
genitore allenatore: affidargli il compito di rilevare i dati dell'incontro, filmare la partita, coinvolgerlo in seduta tecnico tattica o gestionale

genitore protettivo: spiegare il perchè di certe scelte ed atteggiamenti (es. sudare fa bene, non entrare nello spogliatoio, negli sport di squadra non conta solo il proprio figlio, etc.)

genitore tifoso: dargli un ruolo tipo addetto all'arbitro, nominarlo capo ultra', erudirlo sul regolamento

genitore assente (se questo e' un problema dell'atleta):
- se troppo impegnato dargli il programma con largo anticipo. 
- se disinteressato: tentare di coinvolgerlo con dei ruoli

genitore stratega: dialogare molto con lui per comunicare e condividere gli obiettivi.

Può essere utile e divertente organizzare sedute di allenamento in cui invertire i ruoli: i figli allenano, i genitori giocano, gli allenatori tifano.

I genitori vanno pertanto "allenati": e' un compito impegnativo da condividere tra dirigenza ed allenatori.
Dietro ogni bambino c'e' una storia ed una famiglia che va rispettata.

Per maggiori informazioni si consiglia la lettura di alcune pubblicazioni specializzate tra cui quelle pubblicate dal Centro Sportivo Italiano (vedi http://www.formazionecsi.it/usr_view.php/ID=414)
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